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mercoledì 8 aprile 2015

Franco Di Mare e gli striscioni dell'Olimpico



sabato 2 agosto 2014

Napoli esordio nel nome di Ciro

Il Napoli ha dedicato la prime uscita stagionale a Ciro Esposito, il tifoso vittima di un vile agguato lo scorso maggio in occasione della finale di Coppa Italia, agguato che gli è costata la vita.

Napoli contro il Paok Salonicco non è stata quindi solo una partita di calcio d'agosto, ma l'occasione per testimoniare lo sdegno per la vicenda Esposito e nello stesso tempo la voglia di dare un segnale di pace e di distensione a tutto il movimento calcistico italiano.

De Laurentiis ha dimostrato grande sensibilità nel volere dedicare questa partita a Ciro Esposito e il relativo incasso a un'iniziativa di riqualificazione degli impianti sportivi di Scampia.


Tornando alle vicende tecniche, c'è da dire che il Napoli pur vincendo ha dimostrato come la squadra abbia bisogno di rinforzi e in questo senso la Società è in clamoroso ritardo.

L'impressione è che il Napoli abbia lavorato a vuoto puntando due obiettivi che non si sono realizzati: Mascherano e Gonalons. Dopo la duplice delusione i Partenopei hanno dovuto riorganizzare tutta la campagna acquisti.

Ora giocando allo scoperto il Napoli si trova a subire pesanti richieste economiche per ogni calciatore che intende acquistare. Per questo De Laurentiis aspetta cercando di far scendere i prezzi.
Strategia condivisibile, ma che cozza in maniera stridente con l'esigenza di Benitez che vorrebbe la squadra al massimo della forma e con tutti gli effettivi arruolati per disputare al meglio il preliminare di Champiuons.

Le trattative in corso sono quelle ormai note: Lucas Leiva, Sandro, Fellaini, Diarra i giocatori che interessano il Napoli.

giovedì 26 giugno 2014

Quando le parole non dicono nulla


La morte di un giovane uomo colpisce sempre, ma la vicenda di Ciro Esposito sta avendo un impatto emotivo che va oltre la tragicità dell'evento.

Questa è una morte assurda, senza significato,  scaturita dal più abbietto dei motivi: la discriminazione.

Non giriamo intorno alla vicenda, la mano assassina è stata armata dall'odio.

Sono anni che assistiamo al propagarsi di una cultura becera e razzista che ha trovato fertile terreno negli ambienti degli stadi.

Non c'è stata partita del Napoli in cui non si siano sentiti cori spregevoli e quando la Federazione ha deciso che dovevano essere puniti ecco la puntuale ribellione delle società che hanno voluto introdurre correttivi pur di non vedersi chiudere lo stadio. E che dire delle imbelli giustificazioni di fronte a striscioni incommentabili giustificati come innocenti sfottò?

Chi doveva vigilare non lo ha fatto in nome dei soldi e dello spettacolo.

In questo scenario non potevano che aggirarsi attori folli e malati come quelli che hanno teso un agguato a un bus di Napoletani con all'interno donne e bambini. La successione degli eventi è ancora poco chiara, fatto sta che un giovane tifoso ha perso la vita.

Non ci sono parole, ma oggi le parole non servono. Da una parte, quella della famiglia e degli amici di Ciro, c'è il dolore incommensurabile, dall'altra parte quella delle autorità, ci devono essere i fatti.,

Si accertino al più presto le responsabilità dell'accaduto impegnando tutti gli uomini e i mezzi necessari, si sollevino dai propri ruoli le persone che non hanno ottemperato ai loro compiti in merito all'ordine pubblico, si emanino norme stringenti e severe che una volta per tutte cancellino i violenti dagli stadi.

Serve tutto questo affinché Ciro non venga ucciso due volte!