Veramente una telenovela quella dell'affare Kaka.Chi seguiva il Processo di Biscardi prima ha assistito all'annuncio della cessione del brasiliano, con commenti affranti e rabbiosi dei milanisti, mentre gli altri teorizzavano sul mercato calcistico, sulla convenienza dell'affare o sull'immoralità della cifra.
Arrivavano poi messaggi con padri disperati perchè avevano appena comprato il completino di Kaka al figlio.
Tutti erano però d'accordo Kaka era un mercenario.
Arriva poi la telefonata di Berlusconi che annuncia Kaka in rossonero.
I giornalisti tifosi che si abbracciano e piangono, gli altri forse un pò delusi e senza parole.
Kaka diventa un santo
Insomma scene da far morire dal ridere.
Ma torniamo al Napoli,tra non molto se il rendimento del Pocho resta così elevato, anche il Napoli troverà qualcuno disposto a follie per Lavezzi.
Allora come si comporterà il Pocho? E cosa farà il Presidente?
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martedì 20 gennaio 2009
Lavezzi come Kaka
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martedì 4 novembre 2008
Giornalisti sportivi: che brutta fine!!
Quando ero ragazzo, di trasmissioni sportive televisive non esisteva che la Domenica Sportiva e Novantesimo minuto.Ma si trattava di pura cronaca, l'occasione per vedere i gol e le azioni delle partite.
L'emozione più grande, però era quando al lunedì, si leggevano le cronache sportive.
Da buon napoletano, mi appassionavo a quanto scriveva Antonio Scotti,oppure Pacileo.
Per non parlare delle pagelle di Carratelli o degli articoli di Prestisimone su Sport Sud.
Vengono gli anni 80 e i giornalisti attratti anche dal cosiddetto gettone di presenza, cominciano a frequentare le trasmissioni televisive tipo Processo del lunedì.
Già la magia comincia a venir meno, quegli scritti non sembravano così magici una volta che vedevi l'autore.
Anche perchè questi artisti della penna si dimostravano sotto altra luce,poco obiettivi, attaccabrighe.
Eppure quella generazione di giornalisti era speciale.
Tutti cercavamo di capire per chi facesse il tifo, Ciotti, quale era la squadra del cuore di Paolo Valenti.
Si cercava di desumere qualcosa, dall'enfasi con cui Ameri annunziava un gol, ma nessuno poteva essere sicuro di nulla.
Veniamo a oggi.
Ci sono dei veri e propri professionisti del salotto/bar televisivo. Veri e propri ultrà, pronti a negare l'evidenza di tutto pur di favorire la squadra del cuore.
Si azzuffano senza ritegno, non conoscono niente di calcio, sono ipercritici, non sanno nemmeno le regole del gioco più semplice del mondo.
Un siparietto di questo genere è andato in onda ieri sera al Processo di Biscardi, dove i giornalisti a Milano invece di fare una pacata analisi di una partita dove un arbitro non era stato in grado di frenare atteggiamenti, provocatori e aggressivi oltre misura dei giocatori rossoneri ( vedi Gattuso che neanche è stato nominato),riuscivano nella straordinaria impresa di leggere regolamenti inesistenti,di inventarsi situazioni mai viste. Insomma ci mancava poco che il danneggiato fosse il Milan.
Ah quanto mi manca quello " scusa Ameri " "prego Ciotti" ..........
L'emozione più grande, però era quando al lunedì, si leggevano le cronache sportive.
Da buon napoletano, mi appassionavo a quanto scriveva Antonio Scotti,oppure Pacileo.
Per non parlare delle pagelle di Carratelli o degli articoli di Prestisimone su Sport Sud.
Vengono gli anni 80 e i giornalisti attratti anche dal cosiddetto gettone di presenza, cominciano a frequentare le trasmissioni televisive tipo Processo del lunedì.
Già la magia comincia a venir meno, quegli scritti non sembravano così magici una volta che vedevi l'autore.
Anche perchè questi artisti della penna si dimostravano sotto altra luce,poco obiettivi, attaccabrighe.
Eppure quella generazione di giornalisti era speciale.
Tutti cercavamo di capire per chi facesse il tifo, Ciotti, quale era la squadra del cuore di Paolo Valenti.
Si cercava di desumere qualcosa, dall'enfasi con cui Ameri annunziava un gol, ma nessuno poteva essere sicuro di nulla.
Veniamo a oggi.
Ci sono dei veri e propri professionisti del salotto/bar televisivo. Veri e propri ultrà, pronti a negare l'evidenza di tutto pur di favorire la squadra del cuore.
Si azzuffano senza ritegno, non conoscono niente di calcio, sono ipercritici, non sanno nemmeno le regole del gioco più semplice del mondo.
Un siparietto di questo genere è andato in onda ieri sera al Processo di Biscardi, dove i giornalisti a Milano invece di fare una pacata analisi di una partita dove un arbitro non era stato in grado di frenare atteggiamenti, provocatori e aggressivi oltre misura dei giocatori rossoneri ( vedi Gattuso che neanche è stato nominato),riuscivano nella straordinaria impresa di leggere regolamenti inesistenti,di inventarsi situazioni mai viste. Insomma ci mancava poco che il danneggiato fosse il Milan.
Ah quanto mi manca quello " scusa Ameri " "prego Ciotti" ..........
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