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giovedì 7 settembre 2017

Bologna Napoli e i fantasmi di Insigne

Domenica sera a Bologna la terza partita di serie A.

Lorenzo Insigne

Finalmente è passata la pausa del campionato per le partite delle Nazionali. Ritorna la serie A e con essa la partita del Napoli.
Inizia un bel periodo ricco per noi tifosi. Tra campionato e Champions, infatti faremo una bella scorpacciata di partite degli Azzurri.

I  reduci dalle Nazionali tornano con spirito diverso.

Mertens è bello pimpante, il suo Belgio ha già conquistato il pass per i mondiali di Russia e il folletto azzurro si è confermato in ottima forma.

Hamsik è un po' più abbacchaito. La sua Slovacchia è ancora in corsa per il secondo posto nel girone (potrebbe essere una possibile avversaria dell'Italia), ma brucia la sconfitta con l'Inghilterra con annessa sostituzione nel finale per il capitano azzurro.

Maksimovic sempre peggio, espulso con la sua nazionale serba.

Chiriches malissimo. Fuori dal mondiale con annesso litigio col CT.

Ghoulam e Ounas doppia sconfitta e fuori dal mondiale.

Per ultimo lascio l'Italia e Lorenzo Insigne.

Situazione paradossale. 


All'inizio sembra che Ventura lo voglia lasciare in panchina optando per un 3 5 2 memore del bel finale di partita dell'andta.

Immediata levata di scudi di tutti i tecnici ed opinionisti.

Insigne fuori! Uno scandalo! Il miglior calciatore italiano che non gioca! Il più in forma che non è della partita!

Destino vuole che Chiellini si infortuna (come spesso accade ai calciatori juventini in Nazionale) e Ventura mette da parte il modulo a 3 difensori centrali per optare per un improbabile 4 2 4.

Insigne a furor di popolo torna a essere titolare.

Viene il giorno di Spagna Italia. Il centrocampo azzurro in inferiorità numerica, tecnica ed atletica naufraga sotto i colpi degli Spagnoli. A ciò si aggiungono le incertezze di Buffon e Bonucci.

In questo contesto Insigne non può certo brillare costretto a giocare come 4° di centrocampo con affianco uno Spinazzola arrugginito dal fatto di non aver mai giocato quest'anno.

Il finimondo!

Insigne non solo non è più indispensabile, ma diventa un giocatore sopravvalutato. Un giornalista della Gazzetta addirittura parla di disonore, mentre Gianni Rivera, che di polemiche dovrebbe essere esperto rinfocola i giudizi negativi.

Un vero e proprio massacro mediatico.

Ventura dal suo canto non cambia durante la partita, ma testardamente ripropone lo stesso schema di gioco anche con Israele. Altra figuraccia della squadra e di Insigne.

La partita viene vinta perchè Israele oltre ad essere una squadra scarsina non è per niente motivata essendo di fatto esclusa dai giochi per la qualificazione, ma la prestazione degli azzurri per certi versi è peggiore di quella esibita contro gli Spagnoli.

Ancora una volta Insigne va sulla graticola. I giudizi sono pesanti. Si insinua il dubbio che le sue prestazioni nel Napoli siano frutto del gioco di Sarri e della vicinanza di compagni forti come Hamsik e Ghoulam. Il solito giornalista della Gazzetta invita Ventura a pensare a un Italia senza Insigne vista la difficile collocazione tattica del giocatore frattese.

Non basta, a tutto ciò si aggiungono le destabilizzanti dichiarazioni del procuratore Raiola che non vedeva l'ora di rispondere a ADL che lo aveva definito personaggio da cartoni animati. Viene coinvolto di nuovo Insigne in procinto di passare nella scuderia di Raiola.

La sosta delle nazionali doveva servire per ricaricare le batterie dopo un inizio di stagione "pesante" per il Napoli che ha cominciato prima la preparazione e che ha già dovuto affrontare i preliminari di Champions, invece come al solito ciò non è accaduto.

Ora si va a Bologna. 

I Felsinei hanno il dente avvelenato dopo il clamoroso 1 a 7 dell'anno passato. Si gioca di sera e di domenica malgrado la partita di Champions del prossimo mercoledì. E' stato il Napoli a volere lo spostamento proprio per consentire il rientro di tutti i nazionali.

Partita difficile, ostica come è tradizione. Massiccia la presenza dei tifosi azzurri stavolta anche da Napoli, oltre agli storici residenti al nord tra cui gli immacabili del club Napoli di Bologna.

Arbitra Giacomelli, quello di Pescara Napoli dll'anno scorso. Al Var Valeri e qui non commento

martedì 4 ottobre 2016

Tutti contro Sarri, ma perché?

Sarri è antipatico o no?


Potenza dei media. Una volta Sarri era simpatico, un personaggio fuori dagli schemi, affezionato al calcio che fu. Un'icona con la sua tuta, la sigaretta perennemente tra le labbra e quel suo accento toscano che lo rendeva ancora più amabile.

Questo fino a qualche tempo fa.


I primi tempi da allenatore del Napoli sono trascorsi bene, Sarri oltre alla simpatia conquistava la popolarità. La sua squadra giocava un bel calcio, segnava tanti gol ed era addirittura prima in classifica.


"Però bravo sto Sarri".

All'improvviso lo scenario cambia . Qualche dichiarazione infelice, qualche giustificazione o lamentela in più ed ecco che il personaggio Sarri da simpatico diventa antipatico.

Nel mezzo un episodio spiacevole, le offese a Mancini dopo un rocambolesco Napoli Inter.

Ora siamo giunti al paradosso che qualunque cosa dica Sarri, sbaglia e viene attaccato.


Non va bene se si lamenta dei campi di gioco, non va bene se si lamenta delle partite all'ora di pranzo, non va bene se nota differenze tra i palloni estivi e invernali.

Eppure queste stesse banalità fanno parte del repertorio classico degli allenatori di calcio. Allegri allo stesso modo si lamenta dell'orario insolito di Empoli-Juve, ma nessuno lo nota. Sui palloni ci sono disquisizioni dotte e lamentele di portieri, attaccanti e allenatori tali da riempire un'enciclopedia, per non parlare dello stato dei campi di gioco che è un argomento sollevato da tutti gli allenatori che dirigono squadre tecniche.

Come dice il bravo Alfredo  Pedullà, intervenuto in una trasmissione sportiva napoletana, c'è un partito di opinionisti e di ex DG, il più delle volte senza lavoro che non perdono occasione per attaccare Sarri.

Si tratta solo di un fenomeno mediatico o c'è di più?


La domanda è lecita proprio per quanto affermato prima: il personaggio Sarri è stato simpatico fino a quando non vinceva o era un perfetto sconosciuto.

Sono più propenso a credere che gli attacchi a Sarri sono frutto di una ben studiata strategia. Fare innervosire un avversario, provocarlo è un trucco vecchio quanto il mondo. Lo si fa anche in campo e spesso si trova qualcuno che ci casca (vero Balotelli?). In questo caso la tecnica è più sottile. Coloro che da dietro una scrivania non simpatizzano per i colori azzurri, cercano di rimarcare alcune uscite dell'allenatore del Napoli per porlo in cattiva luce e con l'unico scopo di farlo innervosire.

Basta vedere da dove provengono gli attacchi. Giornali del nord, opinionisti vicini a una certa squadra  o altri che nutrono risentimento nei confronti del Napoli. (Bargiggia)



Il Napoli, società non ha trovato rimedi efficaci. La dirigenza azzurra ha cercato di diradare le conferenze stampa del tecnico, ha provato a selezionare i giornalisti da invitare, ma non ha potuto eliminare del tutto il problema. Ci sono, infatti dei vincoli contrattuali da rispettare con le televisioni che impongono le dichiarazioni di Sarri.

Il Napoli dovrebbe provare ad affiancare a Sarri un dirigente esperto, magari un ex calciatore che possa fungere da parafulmine per il tecnico.



martedì 27 settembre 2016

Il Napoli spera nella maledizione di Guttmann

La maledizione di Guttmann?

Guttmann

Vi chiederete di che si tratta. Ecco la spiegazione. Bela Guttmann era l'allenatore del Benfica che conquistò nel 1962 la Coppa dei Campioni, quella che ora si chiama Champions League.

Così come accade anche nel calcio moderno, il tecnico ungherese, dopo la vittoria, andò in società a chiedere un aumento dell'ingaggio. Il Presidente del Benfica non ne volle sapere e l'orgoglioso Guttmann preferì andarsene, sbattendo la porta e lanciando una maledizione per il club lusitano:

" Il Benfica non vincerà più una Coppa dei Campioni per i prossimi cento anni".

La cosa sembrava uno sfogo di una persona ferita, ma quello che è accaduto in seguito è stato davvero sorprendente. Il Benfica, infatti più volte è arrivato in finale di Coppa dei Campioni e in tempi più recenti in finale di Europa League, ma ha sempre perso, a volte anche in maniera strana e rocambolesca.
Eusebio, il grande calciatore simbolo del Benfica, nel 1990 si recò addirittura sulla tomba di Bale Guttmann per cercare di sciogliere la maledizione, ma invano, perché quell'anno il Benfica perse in finale con il Milan.
Approfondimenti: ecco un bell'articolo di @lVendemiale( Il Fatto Quotidiano)
logo benfica


La partita di stasera

Stasera il Napoli affronterà il Benfica nella partita più importante del girone eliminatorio della Champions. Sulla carta, infatti i Partenopei e i Lusitani sono le squadre più forti, per cui una vittoria proietterebbe gli Azzurri al primo posto del girone con un considerevole vantaggio sui Portoghesi visto il pareggio del Benfica nel primo incontro con il Besiktas.

Chi schiererà Sarri?

sarri

Qualcuno ha dei dubbi? No! Sarri metterà in campo la squadra ritenuta titolare in questo momento con Mertens e Milik in attacco e Hamsik, Allan e Jorginho a centrocampo.

Che partita sarà?

Il Benfica non verrà a difendersi, non è nelle caratteristica della squadra portoghese. Certo all'inizio subirà gli attacchi del Napoli che presserà alto, ma non appena verranno meno le forze si proietteranno verso la porta di Pepe Reina.

Chi sono i calciatori da temere?

mitroglu

Uno in particolare l'attaccante Mitroglu. Da tenere in considerazione, soprattutto nei calci da fermo anche il difensore svedese Lindelof che interessava anche al Napoli nello scorso calciomercato. In porta l'esperto Julio Cesar verrà schierato al posto di Paulo Lopes perché ritenuto più esperto ( anche se ricordo con piacere una bella papera del portiere brasiliano in un Napoli Inter di qualche anno fa con gol di Zalayeta).
Per chi volesse approfondire ecco la squadra completa del Benfica


Il pubblico

tifosi Napoli

Saranno tra i 35.000 e i 40.000 gli spettatori presenti al San Paolo. Indubbiamente un bel passo avanti rispetto alle poche migliaia di presenze raccolte nelle partite di campionato, ma pur sempre un misero bottino rispetto al passato, anche recente. La frattura tra tifosi e società è evidente e potrebbe rappresentare un ostacolo per la stagione del Napoli. Urgono rimedi e provvedimenti!


Le televisioni

La partita non verrà trasmessa in chiaro, come sembrava in un primo momento, anzi Mediaset Premium  ( questi i dettagli sul sito della tv a pagamento)ha comunicato che gli incontri di Napoli e Juve saranno entrambi criptati e visibili solo agli abbonati alla pay tv di Berlusconi. In chiaro  solo una specie di Diretta Premium. Appuntamento alle 20:45, stadio San Paolo.

sabato 24 settembre 2016

Perché De Laurentiis critica Sarri?

Sarri vs De Laurentiis


Un bel duello davvero. Da una parte l'allenatore del Napoli Maurizio Sarri dall'altra il Presidente Aurelio De Laurentiis.


Il botta e risposta

Che i due non si amassero lo si era capito da tempo, ma d'altra parte con quale allenatore è mai andato d'accordo il Presidente? Con Reja quasi venne alle mani, con Mazzarri e Benitez finì burrascosamente, per non parlare del cattivissimo rapporto con Ventura e Donadoni.
Sarri non sfugge a questa regola. L'ultimo episodio è quello post Genoa, quando Sarri ha invocato la Società , a suo dire assente anche quando si è trattato di contestare un operato arbitrale e De Laurentiis che ha risposto affermando che che bisogna accettare il verdetto del campo errori arbitrali compresi.


I precedenti

Non è la prima volta che i due si pizzicano in pubblico. Ricorderete il post partita col Frosinone che sancì la fine della stagione scorsa. Anche in quel caso ADL affermò che Sarri aveva fatto ruotare poco i giocatori e che il nuovo anno avrebbe portato delle novità in questo senso.
Ecco questo è uno dei motivi di attrito tra i due. Sarri effettivamente è molto parco nell'impiego dei nuovi calciatori acquistati dal Napoli. Per ora, infatti Giaccherini, Diawara, Rog, Tonelli e Maksimovic, ancora non hanno fatto il loro ingresso in campo.

E' vero che il gioco di Sarri prevede meccanismi perfetti da apprendere in lunghe sedute di allenamento, ma è altrettanto vero che il tecnico  preferisce giocare sempre con gli stessi uomini.

Chi ha ragione?

Questa volta sto col Presidente. Sarri mi ricorda Mazzarri, sempre pronto a sottolineare che la squadra va oltre il proprio valore. Magari avrà pure ragione a dire che in Italia ci sono squadre più attrezzate, Roma e Inter senza contare la corazzata Juve, ma le distanze non sono poi così grandi e incolmabili.
Da un punto di vista tecnico, la mancanza di coraggio e di innovazione di Sarri sta diventando uno svantaggio. Stesso sistema di gioco, stessi interpreti, addirittura stesse sostituzioni. fateci caso il primo cambio avviene al 65° minuto, il secondo al 72°, il terzo all' 81°.
Tutto troppo scontato, tutto troppo prevedibile.

La forza del Napoli deve essere quella di giocare senza paura, in maniera sfrontata, impavida e senza calcoli. Non siamo favoriti, non dobbiamo per forza vincere. La pressione deve essere tutta sugli avversari.


Meglio smetterla

Certo che queste incomprensioni, queste punzecchiature tra parte tecnica e dirigenziale creano una scollatura e sorprende che le cose siano state rese pubbliche. Da rivedere anche la strategia comunicativa del club.


Napoli Chievo

In tutto questo si gioca Napoli Chievo. partita difficile con una squadra che è appena un punto sotto agli Azzurri.

giovedì 15 settembre 2016

Arkadius Milik e la pozione magica

Sembra il titolo di una storia fantasy e in parte lo è.

Arkadius Milik

Il protagonista è questo giovanottone polacco che è giunto a Napoli per sostituire nientepopodimeno che il Pipita Higuain, il recordman del campionato italiano, l'attaccante più forte in circolazione. Il calciatore che aveva messo in ginocchio una città e i suoi tifosi dopo il clamoroso tradimento a favore degli "odiati ", sportivamente parlando, bianconeri.



Una missione impossibile

La classica missione impossibile. Milik all'Aiax aveva realizzato un buon numero di gol, ma si trattava pur sempre del campionato olandese e poi a detta di molti osservatori il suo prezzo e quindi la sua valutazione complessiva non era quella che il Napoli aveva pagato.

Per dirla in breve, un calciatore con buone doti tecniche, un ottimo fisico, ma un atleta che fino a due anni fa nessuno conosceva.

Poteva Arkadius Milik paragonarsi al divino Higuain?

La comparsa del mago



In tutta questa storia, però c'è un protagonista che tutti avevano dimenticato: il mago.

Il mago in questione è Maurizio Sarri, una specie di Panoramix o se volete di un mago Merlino del calcio, che in poco tempo è riuscito a cavar fuori una pozione magica che ha trasformato il giovane attaccante polacco in una macchina da gol.

Noi tifosi del Napoli dobbiamo solo sperare che l'incantesimo di Sarri sia duraturo, che la pozione non abbia effetti limitati nel tempo.


Gli effetti della pozione


Dall'altro lato, quello in bianco e nero, c'è il divino Pipita che risente dell'assenza del suo mentore (mago) Sarri. Prima è diventato grasso, ora sembra stempiato e triste. I gol li sta ancora realizzando, gli effetti della pozione magica di Sarri si fanno ancora sentire, ma presto svaniranno e il Pipita tornerà ad essere un calciatore forte, bravo, ma non più quel campione che tutti abbiamo ammirato l'anno scorso!

martedì 13 settembre 2016

E giunta l'ora della Champions

Finalmente!

Champions


Stasera ci accomoderemo sul divano, pieni di emozione per vedere il nostro Napoli in Champions.

Giochiamo in Ucraina contro la Dinamo Kiev e i ricordi recenti non sono piacevoli, perché la mente va alla semifinale di Europa League di due anni fa col Dnipro. Ricorderete come andò a finire! Napoli imballato, ma soprattutto arbitraggi scandalosi con susseguenti polemiche sia con Platini che con Collina.

Platini
Platini e le polemiche post Dnipro


La Dinamo è anche più forte di quel Dnipro, ma è squadra che gioca. Tecnicamente sono inferiori ai nostri calciatori, ma giocano in casa con il sostegno di un pubblico caloroso, per cui le insidie sono dietro l'angolo.

Come al solito quello che conterà sarà l'atteggiamento che avranno gli Azzurri. Troppe volte l'anno scorso è mancata la personalità nelle sfide decisive e la mente va al maledetto gol di Zaza a Torino e a quello di Nainggolan a Roma.

Mertens
Dries Mertens sarà indiscusso protagonista

La curiosità è proprio quella di vedere come Sarri avrà caricato la squadra.

La formazione è facilmente immaginabile con Mertens al posto di Insigne, Hisay che sostituisce Maggio e Allan quello di Zielinski. L'unico dubbio è sull'attaccante centrale: giocherà Milik o Gabbiadini? Questo lo scopriremo solo stasera

Bando alle chiacchiere e prepariamoci a goderci la partita. Il divano è pronto, la sciarpa portafortuna pure, forse in casa manca una birra...

Forza Napoli...sempre

Leggi le dichiarazioni di Sarri 


venerdì 9 settembre 2016

Sarri si lamenta, e il popolo del web non lo perdona

Niente conferenza stampa per Sarri prima di Palermo Napoli.

Una delle tante stranezze del Napoli in tema di comunicazione. Sarri, però ha parlato in esclusiva a Mediaset Premium.

sarri


Tutto sommato le dichiarazioni del tecnico del Napoli sono sembrate piuttosto banali. 
Ha parlato della difficoltà di sostituire un pilastro come Higuain, e delle rosa composta da giovani che però hanno avuto poco tempo per amalgamarsi con i compagni, essendo arrivati negli ultimi giorni di calciomercato alcuni mentre altri sono reduci da infortuni

Sarri ha poi sottolineato, le difficoltà e le follie di un calendario che prevede incontri ravvicinati in poco tempo.

mazzarri

Ovvietà, banalità ce un po' tutti gli allenatori dicono, a volte per giustificarsi altre proprio per dare un significato alle interviste.
Malgrado ciò, il popolo del web non ha gradito. Sarri comincia ad avere l'etichetta del "piagnina" come dicono al Nord. Le sue giustificazioni, alcune anche condivisibili, vengono viste come uno sterile esercizio di lamento continuo.

napoli

In questa speciale classifica lo precede solo Mazzarri, per tutti il campione indiscusso della lamentazione e della ricerca di giustificazioni quando le sue squadre toppano.
Peccato perchè il personaggio Sarri, così ruspante, così genuino meriterebbe maggior rispetto. In fondo le sue affermazioni sempre rivolte alla nostalgia del calcio che fu, quello delle partite tutte allo stesso orario, quello del mercato che finiva prima dell'inizio del campionato sono condivise un o' da tutti almeno da quelli che hanno qualche capello bianco in più.

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giovedì 8 settembre 2016

Il Napoli innesca i pezzi di ricambio

Non piangiamo più per chi ha deciso di andarsene, anche perché probabilmente ciò ci ha fatto comodo.

ADL

Senza i soldi,tanti, della cessione dell'Argentino, che non vogliamo più nominare, il Napoli avrebbe sì avuto un potenziale d'attacco esplosivo, ma sarebbe stato carente negli altri reparti.

Il denaro della Champions non sarebbe bastato a rinforzare la squadra. Al massimo il Napoli avrebbe comprato un centrocampista e un difensore di seconda fascia.

Ora il Napoli ha una squadra abbastanza completa in ogni reparto. La difesa, al netto delle condizioni fisiche di Tonelli, è composta da un mix di centrali forti fisicamente e anche veloci in Koulibaly e Maksimovic. Uno sforzo poteva essere fatto per un terzino destro, ma per ora il rincalzo di Hisay è Christian Maggio che garantisce un minimo di affidabilità.

mertens

E' a centrocampo, però che il Napoli si è rinforzato di più. Sono arrivati tre giovani di buone prospettive future anche se nessuno di loro si può considerare un titolare a tutti gli effetti.
Diawara è un 97 che ha al suo attivo un solo campionato di A giocato benino, almeno nella prima parte. Zielinski è il più affidabile, ma è da collocare tatticamente, mentre Rog è un'incognita. C'è chi lo descrive come un crac chi, invece non pensa possa essere un prospetto valido.

reina

In attacco c'è un vuoto incolmabile. Possiamo pensare tutto il male possibile, e lo facciamo sicuramente, del centravanti argentino ora bianconero, ma il peso specifico e il numero eclatante di gol che assicurava non sarà colmabile.

Milik è forte, ma un po' lento. Gabbiadini si estranea dal gioco e non è una prima punta. Gli esterni stanno facendo bene , a parte Insigne che ha problemi di "testa" visto che reclama ingaggi faraonici.

gabbiadini


Ora la domanda che tutti ci poniamo è questa:

"Visto l'andamento della scorsa stagione, Sarri effettuerà turnover? Questi nuovi acquisti avranno spazio o saranno relegati in panchina e faranno la loro comparsa solo a risultato acquisito o in caso di partite di bassa levatura?"

milik

ADL pretenderebbe un turnover spinto come ebbe a dire nell'ultima del campionato scorso, Sarri lo vedo un po' meno convinto. Il tecnico, infatti ha paura ed è comprensibile di rompere il giocattolo, di spostare gli equilibri faticosamente raggiunti. A sua discolpa il fatto che la maggior parte degli acquisti è arrivata negli ultimi giorni del calciomercato, per cui i calciatori non hanno avuto la possibilità di provare i complicati schemi di Sarri. La sfortuna, poi ha voluto che gli unici due presenti dalla prima ora, Tonelli e Giaccherini hanno subito infortuni che li hanno tenuti fuori per un mese e mezzo (per Tonelli ancora non si conosce la data esatta del suo ritorno fra i ranghi).

insigne

Non ci resta che aspettare, da sabato comincerà un tour de force che vedrà il Napoli impegnato in 7 partite in 22 giorni!

giovedì 28 luglio 2016

Sarri, Milik e altre storie napoletane

Mentre l'innominabile fa foto sorridenti, Sarri continua ad allenare il suo Napoli e arriva il primo rinforzo: Milik.



La storia della giornata di ieri si racchiude  proprio in questi tre episodi:

  • l'arrivo a Torino dell'ex centravanti del Napoli
  • la notizia dell'acquisto di Milik
  • le parole di Sarri al Corriere dello sport

Triste, l'accoglienza dell'Argentino a Torino un paio di centinaia di persone, qualche autografo e qualche improperio da parte di tifosi del Napoli. Un uomo in bianco e nero.

Epica l'intervista di Sarri. "Higuain non mi ha nemmeno chiamato" Questo il passaggio cruciale. Sarri ha demolito l'uomo  pur elogiando il campione, come a dire in campo sei un re fuori sei un...

Poi Milik, il giovane Polacco preso per dare un rinforzo in attacco. Scelta discutibile. Milik è una seconda punta come Gabbiadini. Se poi arriva l'attaccante centrale sarebbe sicura la partenza di Manolo!

Oggi alle 16:oo la conferenza stampa dell'Argentino, ex centravanti del Napoli. La dirigenza juventina blinderà l'evento e nessun giornalista farà domanda scomode. 

martedì 7 giugno 2016

La margherita di Higuain: resto o non resto?

Questo sarà il dilemma dell'estate napoletana: Higuain sarà ancora un giocatore del Napoli?

Teoricamente la domanda non dovrebbe proprio esistere perché il Pipita ha un contratto con il Napoli. Ma allora perché si parla tanto della permanenza di Higuain?

pipita

Il motivo è che esiste una clausola rescissoria,anche se essa sfiora i 100 milioni. Potrebbe arrivare lo sceicco di turno e mettere sul piatto la cifra. Fantascienza? Può darsi visto che il Pipita viaggia verso i 30 anni e il suo acquisto dovrebbe prevedere un ingaggio di una decina di milioni per almeno 5 anni.

Scartiamo allora l'ipotesi sceicco. Ma allora perché Higuain dovrebbe andarsene?

calciomercato napoli

Un'altra possibilità è che il Napoli lo ceda a un prezzo inferiore a quello della clausola, ma perchè dovrebbe farlo! Qualcuno potrebbe obiettare che sono sempre i calciatori a decidere e che un Pipita senza voglia non servirebbe.

Permettetemi di nutrire dei dubbi!

La realtà secondo me è un'altra. Higuain vuole un aumento di stipendio congruo vista la stagione esaltante. Il Napoli, invece si sta facendo due conti: conviene tenere Higuain con un contratto faraonico oppure è meglio passare all'incasso di una sessantina di milioni e far prosperare la squadra economicamente?

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In pratica sono tutti in attesa: Higuain aspetta la proposta del Napoli e il Napoli aspetta la proposta economica di qualche squadra estera.

Il dilemma non è da poco. Con 60/70 milioni il Napoli potrebbe tirare su una squadra sul modello Juve con tanti buoni giocatori senza top player, con Higuain avremmo sì il campione, ma i comprimari sarebbero pochi e nettamente inferiori.

A De Laurentiis, Sarri e Giuntoli l'ardua sentenza.


martedì 17 maggio 2016

Cronaca di una stagione

Secondi, siamo secondi!


Champions diretta e fiumi di milioni che arrivano copiosi nelle casse dl club. Ora ADl non si potrà sottrarre: a campagna acquisti del Napoli dovrà essere importante.






Una stagione entusiasmante che nasconde, però qualche rammarico.


  1. Rammarico numero 1: lo scudetto. Si poteva vincere lo scudetto? Pur dicendo ce la Juve è stata fenomenale con la sua rincorsa, la risposta è sì. Bastava giocare con più coraggio la sfida diretta per vincerla. A 5 punti la Juve avrebbe mollato qualcosa. 
  2. Rammarico n. 2: l'Europa League. I gironi della manifestazione seconda per importanza in Europa sono stati giocati dal Napoli in maniera perfetta. Le avversarie hanno beccato caterve di gol e non giocavano i titolari. Poi il sorteggio col Villareal. Al netto della sfortuna il NApoli avrebbe potuto giocare con i titolari all'andata per cercare di segnare quel golletto che nel 90% ci avrebbe dato la qualificazione.
  3. Rammarico n.3 : la Coppa Italia. Anche la Coppa nazionale non è stata gestita benissimo. Il quarto con l'Inter è stato affrontato senza Pipita. Si giocava in casa e la vittoria era d'obbligo. Dopo c'era la Juve ed era l'occasione giusta per testare gli avversari.
Detto questo il secondo posto è importante perché giocare la Champions, e questo ormai lo sanno anche i bambini assicura tanti di quei soldi da poter rafforzare in modo significativo la squadra.. 
Il primo acquisto è Lorenzo Tonelli, centrale dell'Empoli, giocatore più di carattere che di tecnica, ex allievo di Sarri. Un utile rincalzo, ma certo non il prototipo di calciatore in grado di far fare il salto di qualità. Staremo a vedere anche come si muoverà Giuntoli con un pacchetto di soldi più ampio rispetto al passato. 
Forza Napoli Sempre


giovedì 10 marzo 2016

L'assalto finale

Ultime dieci di campionato, per un sogno chiamato scudetto.


Siamo all'ultima curva, quella che porterà dritto al rettilineo finale. Le squadre impegnate per i loro obiettivi, raccoglieranno tutte le loro forze, metteranno da parte litigi e incomprensioni per riuscire a cogliere il frutto del loro impegno sportivo.


calcio napoli


Per lo scudetto sono tre le contendenti:


  • Juventus
  • Napoli
  • Roma
Chiaramente favoriti i bianconeri, vuoi per il vantaggio in classifica, vuoi per l'abitudine dei suoi atleti a competere per i massimi traguardi. Alle spalle della Juve c'è il nostro Napoli che ha sicuramente subito l'onda anomala della sconfitta allo Stadium e che ha perso qualche punticino di troppo. La squadra di Sarri pur mostrando qualche crepa sembra credere a una rimonta, magari favorita dalle scorie internazionali dei bianconeri.
Terzo incomodo è la Roma. Spalletti ha motivato l'ambiente giallorosso, la squadra è in crescita fisica ed atletica e può rappresentare una sorpresa, soprattutto se davanti dovessero rallentare.

higuain

Torniamo al nostro caro Napoli. Qualche segnale di cedimento, qualche incertezza si è palesata nelle ultime partite. La difesa ha incassato qualche gol di troppo, Reina ha commesso qualche errorino e gli attaccanti non sono stati così mortiferi come in passato.

Non una crisi, ci mancherebbe altro, ma un calo probabilmente dovuto alla delusione della sconfitta allo Juventus Stadium. Ora il Napoli è chiamato all'ultimo sforzo. Calciatori, società e ambiente tutto devono credere nella possibilità di conquistare il titolo. Solo così sarebbe almeno blindato il secondo posto e con esso i milioni della Champions.





venerdì 18 settembre 2015

Sarri o non Sarri, questo il dilemma

Mi sto divertendo molto a segnarmi i giudizi dei tanti esperti di pallone che circolano sul web e che passano in tv.


Due gli schieramenti.

Il primo gruppo è composto dai pro Sarri. Qui ci sono i colleghi del tecnico napoletano, in principal modo quelli che non sono mai riusciti ad arrivare sulla panchina di una grande squadra. Tutti concordi a riconoscere grandi doti a Sarri in virtù della sua gavetta fatta nelle serie minori soprattutto. In questo schieramento ci sono, poi i non Rafaeliti, tutti quelli cioè che non parteggiavano per Benitez. L'accordo è completo: bisogna dare tempo a Sarri e supportarlo. Presto o tardi i risultati arriveranno.


Il secondo gruppo è formato dagli scettici. Giornalisti, ex calciatori falliti e anche Diego Maradona. Questo schieramento non reputa Sarri all'altezza della panchina del Napoli. Non riconoscono all'allenatore  nè capacità tecniche, nè esperienza nel gestire calciatori importanti e di fama come alcuni di quelli che militano nel Napoli.

In mezzo ci stanno i tifosi che non hanno le idee troppo chiare su questo punto, impegnati come sono a litigare per colpa del Presidente ( Pappone o non Pappone).

Chi avrà ragione?


Chiaramente spero che sia il primo gruppo a prevalere. Vorrebbe dire un Napoli vincente.
Questa la speranza, ma devo essere sincero sono molto curioso di vedere come si atteggeranno i componenti del gruppo "perdente ". Rinnegheranno le loro parole e il loro pensiero? Si aggregheranno al carro dei vincitori o resteranno coerenti con i loro pensieri?





martedì 15 settembre 2015

A Maradona non piace Sarri

L'opinionista Maradona contro Maurizio Sarri.

Sarri
Maurizio Sarri in bilico

Maradona ha cominciato a fornire le sue opinioni sul Napoli attraverso lo schermo di una Tv privata partenopea. Diego, come al solito, non ha usato mezze misure e ha espresso il suo pensiero con sincerità e trasparenza.

Per Maradona, Sarri non è l'allenatore giusto per il Napoli e la sua gestione porterà a ben pochi successi,bensì a una ben mediocre situazione di metà classifica.

maradona-gentile
Maradona e Gentile - Spagna 1982

Il Pibe de Oro argomenta le sue opinioni e previsioni, mettendo in rilievo la scarsa esperienza di Sarri  come allenatore di grandi club, questo sia sotto l'aspetto tecnico-tattico che sotto l'aspetto  della gestione dello spogliatoio.

Detto ciò Maradona non colpevolizza l'attuale allenatore del Napoli, ma critica fortemente la scelta di DeLa di affidargli la squadra.

Si può essere d'accordo con Diego?

pibe de oro
El Pibe de Oro

Credo proprio che dall'alto della sua esperienza Maradona abbia centrato il problema.

Sarri è pieno di dubbi e di paure. In fondo al cuore pensa di non essere adeguato ad allenare il Napoli. Questa sua debolezza, però l'esprime in maniera da sembrare arrogante e sicuro, sbagliando modi e tempi della comunicazione e aggravando, di fatto la sua posizione.

La situazione sembra essere irreversibile, anche perché stanno venendo meno sia le certezze dei calciatori che la fiducia della Società.

pepe reina
Pepe Reina, leader dello spogliatoio

Sarri resterà alla guida del Napoli se  i risultati cominceranno a dargli ragione e se i giocatori non lo abbandoneranno. La Società, come spesso accade si accoderà ai voleri degli atleti, almeno di quelli più rappresentativi e non sarà insensibile agli umori della piazza.

Per ora l'oggetto delle critiche dei tifosi è ADL (leggi "Pappone o non Pappone?colpevole del mancato rafforzamento della squadra, ma se i risultati tarderanno a venire, la rabbia si trasferirà su Maurizio Sarri e allora ben poche saranno le possibilità di una sua permanenza sulla panchina del Napoli.

Da tifosi ci auguriamo che Maradona abbia sbagliato le sue previsioni e che Sarri si affermi come allenatore capace e innovativo, un po' come successe a Sacchi e ancor prima a Luis Vinicio.




lunedì 31 agosto 2015

Quello che i tifosi non dicono...

Comincia male il campionato del Napoli


Peggio di così non poteva capitare agli Azzurri. Esordio con una squadra "tosta", tonica e collaudata come il Sassuolo, che non a caso è a punteggio pieno, ed esordio in casa con la Samp.

Marek

I Blucerchiati non sono nulla di trascendentale, ma dovendo fare i preliminari di Europa League hanno affrettato la preparazione e sono apparsi sicuramente più pronti ed in forma rispetto alla compagine napoletana.

Come se non bastasse il pareggio di ieri è stato frutto di due distrazioni difensive dell'ineffabile Albiol, (non si capisce come giocasse nella Spagna Campione del mondo), cosa che ha fatto arrabbiare i tifosi.

Maggio

Il Napoli è apparso stretto parente di quello della passata stagione, straripante in attacco dove sfrutta la presenza di Higuain, ma veramente scarso in difesa dove giocano calciatori vecchi, fuori ruolo e incapaci.
Pepe Reina

A destra, infatti continua a far danni in un ruolo non suo Christian Maggio, buon interprete del 3 5 2, ma assolutamente incapace come terzino. Al centro della difesa Albiol dimostra di non essere un difensore puro; le sue amnesie, i suoi errori sono costati e costano punti d'oro.
Se poi vogliamo aggiungere che Hjsai non è un campione, anche per la giovane età e Koulibaly alterna buone giocate ad errori marchiani ecco che i mali del Napoli vengono fuori chiari e lampanti.

La Società, dopo aver cercato i vari Maksimovic, Rugani e Romagnoli ha deciso improvvisamente di defilarsi, concentrandosi più sul trequartista (piace Soriano).

Atteggiamento discutibile!

Pipita

In attacco, infatti pur non disponendo di atleti in grado di giocare come dice Sarri, ci sono dei campioni in grado comunque di fare la differenza. Mertens, Gabbiadini, per citare solo quelli che ieri non hanno giocato formerebbero una coppia di attacco invidiabile nel campionato italiano e  non solo.

L'arrivo eventuale di Soriano andrebbe ad accrescere il numero degli attaccanti, esacerbando i malumori già esistenti.

Rinforzare la difesa!


Deve essere questa la parola d'ordine del Napoli. Acquistare un difensore centrale e un terzino deve essere la priorità di De Laurentiis. Il calciomercato chiude tra qualche ora, non ci resta che aspettare.


venerdì 10 luglio 2015

Questo Napoli mi piace

Allan e Astori alla corte di Sarri.


Prende forma il Napoli di Sarri. Dopo il ritorno di Pepe Reina a difesa della porta del Napoli e l'acquisto del "regista" Valdifiori, la dirigenza azzurra chiude altri due acquisti.
Giungono a Napoli il difensore centrale Davide Astori dal Cagliari e il Brasiliano Allan dall'Udinese.

Sarri


Non sono certo acquisti in grado di far impazzire gli esigenti e insoddisfatti tifosi azzurri, ma Astori e Allan sono solide garanzie almeno in campo nazionale.

Reina

Astori è reduce da una stagione "bruttina" alla Roma, ma la squadra giallorossa malgrado il secondo posto raggiunto in extremis è incappata in una stagione critica dove è stato trascinato Astori.
Senza mezze  misure Astori non ha confermato le doti che gli si attribuivano e che lo avevano portato in Nazionale. Resta da stabilire se si tratta solo di una stagione andata male o se il calciatore è meno bravo di quanto si credesse. Diciamo che in conclusione si tratta di una scommessa.

Allan, invece è un centrocampista di quantità un tipo alla Gargano tanto per intenderci con un pizzico di tecnica in più. Il calciatore ha dato ampia dimostrazione di essere forte, il vero pericolo è che viene da una piccola società come l'Udinese. Nel passato, infatti sono stati tanti i calciatori che sembravano dei fenomeni a Udine e che poi si sono rivelati se non proprio dei "bidoni". Parlo di Isla, dello stesso Asamoah, di Armero e per rimanere in casa Napoli di Inler.

Quindi anche Allan è un azzardo.


A questo punto mi direte da dove viene il tuo ottimismo?

Viene dalla cultura del lavoro e dalla "fame" di questi nuovi calciatori. Viene da un modello tipo Atletico Madrid, dove con la grinta, con l'abnegazione, con la voglia di vincere si sono raggiunti traguardi impensabili in un campionato dove giocano Real Madrid e Barcellona

Diamo fiducia al Napoli o almeno non critichiamolo prima di cominciare.




martedì 16 giugno 2015

Sarri Maurizio professione allenatore

Il sogno azzurro svanisce

ssc_napoli

All'inizio fu Mazzarri, focoso toscanaccio. Così inizia la storia recente degli allenatori del Napoli. Il tecnico di San Vincenzo riuscì a fare cose egregie, vincendo una Coppa Italia ( finale con la Fiorentinae facendo una bellissima figura in Champions ( eliminazione immeritata col Chelsea agli ottavi).

Mazzarri voleva fare il salto di qualità, ma sapeva i limiti di una squadra come il Napoli che si autofinanzia, ma soprattutto conosceva bene Aurelio De Laurentiis. I due non potevano certo andare d'accordo per cui il divorzio fu inevitabile ( leggi come andò la storia).



Mazzarri fu pure sfortunato, perché la cessione di Cavani portò nelle casse del Napoli tanti di quei soldi che gli acquisti da lui richiesti sarebbero stati possibili. Ma il Toscano aveva già deciso di tentare l'avventura all'Inter senza sapere in che guaio si andava a cacciare.

Dela_Mazzarri

Il De Laurentiis, furioso e tradito,  decise di snobbare il gran rifiuto mazzarriano e si rivolse a cercare tecnici stranieri.Sulla piazza c'era Rafa Benitez, desideroso di una rivincita dopo l'esperienza all'Inter, e fresco di licenziamento al Chelsea malgrado l'Europa League appena vinta. Ma i Blues aspettavano Mourinho.

Soldi in cassa c'erano, cessione di Cavani e Champions, per cui Benitez accettò senza troppi problemi. La prima stagione dello Spagnolo non fu brutta, anzi terzo posto in campionato, Coppa Italia vinta e un girone di Champions sfortunatissimo con eliminazione dopo aver realizzato 12 punti.
Rafa Benitez

Poi iniziarono i guai


Il terzo posto in campionato voleva dire preliminari di Champions. La fortuna non aiutò gli Azzurri che beccarono la squadra più tignosa del lotto l'Atletico Bilbao.
Andò male. Giocatori reduci dal mondiale, poco in forma contro i più che motivati baschi.

Senza soldi i rinforzi richiesti da Benitez non arrivarono.

Lo Spagnolo allora pensò che era giunto il momento di mollare tutto. Non ebbe il coraggio di dimettersi o forse non fu così stupido da rassegnare le dimissioni, per cui l'annata è proseguita piattamente.

Guai


Giungiamo al presente. Benitez è scappato al Real (fortunato come non mai, ma Fergusson lo diceva che lo Spagnolo era dotato di un buon fattore C) e al Napoli sono rimasti i debiti.

De Laurentiis chiuderà il bilancio in passivo (per la prima volta) ritrovandosi con una squadra di cariatidi con ingaggi altissimi, eredità di Benitez.

Che fare?


Ritornare con i piedi per terra, ammettere che la dimensione del Napoli non è quella pensata da Benitez e drogata da soldi di cessioni eccellenti (Cavani e Lavezzi).
Niente più internazionalizzazione, ma sano provincialismo con il nuovo allenatore Maurizio Sarri.

Sarri


Il Napoli passa dal curriculum di Benitez fatto da decine di trofei a quello di Sarri fatto di esoneri a Sorrento e buone prestazioni a Empoli.

Un clamoroso passo del gambero che però non vuol dire necessariamente un ridimensionamento tecnico. Il Napoli ha una buona struttura di squadra  e tecnica, forse è più carente dal lato dirigenziale, ma non sono tante le squadre in Italia ad avere il parco giocatori come quello azzurro.

Certo che i sogni di gloria sembrano, per ora finiti nel cassetto.