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venerdì 9 settembre 2016

Sarri si lamenta, e il popolo del web non lo perdona

Niente conferenza stampa per Sarri prima di Palermo Napoli.

Una delle tante stranezze del Napoli in tema di comunicazione. Sarri, però ha parlato in esclusiva a Mediaset Premium.

sarri


Tutto sommato le dichiarazioni del tecnico del Napoli sono sembrate piuttosto banali. 
Ha parlato della difficoltà di sostituire un pilastro come Higuain, e delle rosa composta da giovani che però hanno avuto poco tempo per amalgamarsi con i compagni, essendo arrivati negli ultimi giorni di calciomercato alcuni mentre altri sono reduci da infortuni

Sarri ha poi sottolineato, le difficoltà e le follie di un calendario che prevede incontri ravvicinati in poco tempo.

mazzarri

Ovvietà, banalità ce un po' tutti gli allenatori dicono, a volte per giustificarsi altre proprio per dare un significato alle interviste.
Malgrado ciò, il popolo del web non ha gradito. Sarri comincia ad avere l'etichetta del "piagnina" come dicono al Nord. Le sue giustificazioni, alcune anche condivisibili, vengono viste come uno sterile esercizio di lamento continuo.

napoli

In questa speciale classifica lo precede solo Mazzarri, per tutti il campione indiscusso della lamentazione e della ricerca di giustificazioni quando le sue squadre toppano.
Peccato perchè il personaggio Sarri, così ruspante, così genuino meriterebbe maggior rispetto. In fondo le sue affermazioni sempre rivolte alla nostalgia del calcio che fu, quello delle partite tutte allo stesso orario, quello del mercato che finiva prima dell'inizio del campionato sono condivise un o' da tutti almeno da quelli che hanno qualche capello bianco in più.

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giovedì 28 agosto 2014

Ora tutti uniti


I Presidenti passano così come i calciatori, quello che resta è il Napoli.
Il Napoli è qualcosa di più di una squadra di calcio è un modo di vivere, è un'insana passione.
Essere tifosi del Napoli vuol dire esprimere il meglio della napoletanità,  vuol dire amare senza compromessi senza nessun tornaconto.
Il nostro affetto smisurato, ci fa a volte essere poco obiettivi, ma è la passione, il cuore che guida le nostre azioni non la ragione.
Non siamo tifosi che vanno allo stadio quando si vince e lo abbandonano quando le cose non vanno bene.
Noi amiamo il Napoli nella buona e nella cattiva sorte, altrimenti non ci potevano essere 60.000 persone per un Napoli Cittadella di serie C.
De Laurentiis si sbaglia noi non piangiamo e f... noi portiamo allo stadio la nostra gioia, il nostro orgoglio e il nostro amore. Reagiamo male, quindi quando pensiamo che qualcuno tradisce la nostra passione.
Ecco spiegati i fischi i Cavani o quelli a Gargano.
Ora il Napoli è in difficoltà, la batosta di ieri potrebbe rovinare l'intera stagione innescando scoramento e sconfitte. Noi che amiamo il Napoli lo sosterremo anche se non condivideremo le scelte del Presidente, dell'allenatore e di qualche giocatore perché noi siamo diversi, siamo tifosi dl Napoli.

giovedì 24 luglio 2014

De Laurentiis vera anima del Napoli

Mi è capitato di vedere ieri sera qualche immagine da Dimaro. In diretta davano l'evento serale: un concerto di musica napoletana con Guido Lembo. Il Presidente De Laurentiis seduto in prima fila con accanto sua moglie si è scatenato sulle note di una nota canzone rap; un'immagine esplosiva di un uomo sempre più simbolo del Napoli.

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De Laurentiis in questo momento è come se fosse il capitano di una nave ( non Schettino, prevengo la battuta di qualcuno). Egli resta fermo al timone, rassicura tutti, tiene dritto la barra cercando di portare la sua imbarcazione verso l'approdo della Vittoria.

Due giorni fa De Laurentiis ha ripercorso i dieci anni di Presidenza e si è commosso quando ha ricordato gli esordi, i primi tempi in cui il Napoli non era altro che un pezzo di carta costato una barca di milioni di euro per i vincoli imposti dai curatori fallimentari nel tentativo di salvare almeno la serie B!
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Oggi se il Napoli è una solida realtà imprenditoriale  il merito è tutto di De Laurentiis eppure proprio ieri a Dimaro circolavano quattro pseudo tifosi che rimpiangevano la C e Ferlaino!

Un atteggiamento ai limiti della follia , condiviso, però da una certa parte della tifoseria azzurra la quale pretenderebbe un ulteriore salto di qualità attraverso l'ingaggio di top player.

Questi tifosi sono al di fuori della realtà. Il Napoli non ha la possibilità economiche dei club più ricchi, non ha alle spalle l'emiro arabo che spende 200 milioni all'anno accumulando debiti paurosi. Le squadre italiane, poi non godono delle agevolazioni fiscali e di legge come quelle spagnole. Per farla breve siamo più poveri e non possiamo pagare i calciatori più bravi o  quelli che costano di più.

E' insensato, oggi richiedere l'acquisto di Di Maria, Messi, Mascherano o di qualsiasi altro grande nome: il Napoli non se lo può permettere! D'altra parte era proprio questa la politica di Ferlaino che ci ha portato al fallimento, l'acquisto di un calciatore rinomato, tipo Savoldi, che attirava i tifosi che compravano abbonamenti a iosa.
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A questo punto qualcuno mi dirà: "e Maradona?"


L'acquisto di Diego u un fatto contingente ed eccezionale. Maradona era in rotta col Barcellona ( epici i litigi col vice presidente Gaspart) e voleva andar via. Juliano raccolse la notizia in anteprima e riuscì a raccogliere l'ok di Diego. I soldi per l'acquisto furono frutto di una genialata napoletana e del concorso di banche ( il Banco di Napoli in particolare) e di politici che appoggiarono l'operazione. Con Maradona abbiamo vinto avendo in squadra, Volpecina, Carannante, Caffarelli, Renica, Ferrario, Romano giocatori discreti,in alcuni casi mediocri, ma che giocavano insieme al Dio del calcio. Maradona è stato l'unico calciatore a riuscire a vincere quasi da solo.

Oggi non c'è un altro Maradona e l'abbiamo visto ai mondiali quando ci siamo accorti della differenza tra Diego e Messi. ( leggi Messi e il premio della discordia)
Il Napoli odierno non ha Maradona, ma una serie i giocatori molto forti tanto da essere quasi tutti ai mondiali. Non occorre, quindi inseguire i nomi , ma acquistare quei calciatori che abbiano le caratteristiche di gioco e di personalità in grado di giocare il calcio che vuole Benitez.

Se il Napoli riuscirà a prenderli allora vinceremo ancora!




giovedì 9 maggio 2013

La vergogna di Bergamo punita solo con una multa

Il Giudice Sportivo Tosel ancora una volta sorprende in negativo con le sue decisioni.
I gravi incidenti avvenuti ieri a Bergamo con protagonisti le tifoserie di Juvetus e Atalanta sono stati sanzionati con una multa di cinquantamila euro per entrambe le società
La motivazione è sempre la stessa: sanzione mitigata per il fattivo intervento e per la collaborazione delle Società.
L'ineffabile Tosel, sordo come pochi, non ha sentito nemmeno in tv i cori razzisti dei Bolognesi.
Per nulla originali i felsinei con il loro inneggiare al Vesuvio, al colera e al terremoto (parlano proprio loro purtroppo).
Anche in questo caso la mancanza di seri provvedimenti porterà a nuove tensioni e incidenti., ma  Tosel questo non lo sa.

lunedì 7 maggio 2012

Ecco la prova scientifica: i tifosi di calcio (alcuni) sono scemi!

La dimostrazione del teorema enunciato viene fuori dall'analisi comportamentale dei tifosi bolognesi ieri allo stadio.


Si gioca Bologna Napoli: i felsinei vengono da un discreto campionato , sono ormai salvi.


I tifosi bolognesi quindi accorrono allo stadio senza particolari emozioni, con la speranza ovvia, di vedere la loro squadra vincere.
Dall'altro lato un egual numero di tifosi napoletani, speranzosi di raggiungere il terzo posto valido per la partecipazione in Champions
.
La partita si svolge in una certa maniera con il Napoli che spreca diverse occasioni e il Bologna che invece prima passa in vantaggio e poi addirittura raddoppia.


Un tifoso dotato di intelligenza media, avrebbe cantato l'inno della propria squadra ( ma esistono canzoni bolognesi?), avrebbe festeggiato i propri colori inneggiando i propri beniamini, avrebbe sventolato la bandiera della propria squadra.


 Come hanno reagito, invece i tifosi bolognesi?


  • Hanno intonato i soliti cori razzisti: "Vesuvio lavali col fuoco" e via dicendo.


  • Hanno cantato a squarciagola Oj vita Oj vita mia
  • Hanno esultato al gol dell'Udinese, diretta concorrente del Napoli!!!!!!!
Tre indizi costituiscono un'evidenza scientifica: i tifosi da stadio sono scemi!





lunedì 7 marzo 2011

Calma e gesso

Dopo le sfuriate, le arrabbiature, gli arbitri, le televisioni e i tifosi avversari, viene il prossimo impegno con il Parma.
La squadra emiliana è in ripresa dopo un periodo poco felice, ma soprattutto è composta da giovani calciatori molto bravi e possiede una coppia d'attacco Amauri e Crespo veramente temibile.
Il Napoli così come accadde l'anno scorso, in questo periodo, è in fase calante.
L'assenza del Pocho e le sviste arbitrali hanno fatto il resto.
Ora bisogna raccogliere le forze, non pensare a niente, non farsi coinvolgere in sterili polemiche per cercare di non fare di questo campionato un'incompiuta.
Mancano 10 partite, gli Azzurri hanno dimostrato di poter competere con chiunque, quindi calma e gesso. Anche il Milan ha attraversato il suo momento buio e ora sta marciando forte.
La stessa Lazio non ha un rendimento costante e l'Udinese deve dimostrare di non subire la pressione dell'alta classifica.
Più temibile la Roma per i calciatori di cui dispone.
Ricordiamoci, però, comunque vada del bel campionato disputato dal Napoli. Non dimentichiamo le vittorie con la Roma, con la Juve, i gol nel finale, le prodezze di Matador Cavani.
Non sciupiamo tutto nella vana speranza di traguardi, forse al di là delle possibilità della squadra.
Società, calciatori e tecnico meritano il nostro plauso incondizionato.

venerdì 25 febbraio 2011

I tifosi Spagnoli più obiettivi di quelli Italiani

Giorno dopo Villareal Napoli.
Un rapido giro tra forum e giornali per vedere i commenti di giornalsti e tifosi.
I Napoletani delusi per l'esito dell'incontro, qualcuno critico con le scelte di Mazzarri, qualcun altro arrabbiato con il Pocho per i suoi errori.
I tifosi delle altre squadre euforici, contenti, anzi strafelici per l'eliminazione della squadra azzurra e per la conseguente cocente delusione dei partenopei.
Vado poi a vedere i siti spagnoli. Qui la musica cambia.
Tifosi del Villareal felicissimi per il passaggio del turno, orgogliosi della loro squadra, ma anche consapevoli della buena suerte, della fortuna che ha baciato la loro squadra.
Nessun acredine con il Napoli, anzi un gioioso arrivederci in Champions l'anno prossimo.
Più che il gioco o le tattiche dovremmo apprendere dagli altri il vero senso dello sport ( e qui sono d'accordo con Sacchi).

domenica 5 dicembre 2010

Quanto odio questo calcio

Lo odio il calcio quando passano notizie, come quelle apparse sui giornali di oggi.
Arrestati tifosi udinesi che allo stadio esponevano magliette con la scritta "Vesuvio bruciali tutti".
Le indagini sono partite da un altro increscioso episodio: l'aggressione a un tifoso napoletano e al suo nipotino minorenne.
Il motivo?
Indossavano una sciarpa del Napoli.
Picchiati anche due poliziotti che erano intervenuti per difendere i due malcapitati.
Qualcuno affermerà che il calcio non c'entra nulla, che i balordi esistono in ogni parte d'Italia e del mondo.
Probabilmente è vero, però lo stesso non riesco a mandare giù questi episodi.
Immaginate la paura del ragazzino quando si è visto presentare contro questi "eroici" farabutti, provate solo a pensare allo spavento del nonno.
No , non si possono commettere crimini in nome del calcio.
Vesuvio bruciali tutti, tranne uno però quel Di Natale che da due anni segna una tripletta ai suoi concittadini e che con i suoi gol ha evitato la retrocessione all'Udinese.

domenica 29 novembre 2009

Che rabbia Napoli, non si possono gettare via così le partite

No, non è possibile.
Credo che quasi tutti i tifosi napoletani oggi dinanzi allo schermo si aspettassero da un momento all'altro la beffa che poi è puntualmente arrivata del pareggio parmense.
Sì perchè il napoli stava sprecando troppo,ripartenze continue in superioritàù numerica con passaggi effettuati male, scelte sbagliate, tiri sbilenchi.
Clamorosa la palla capitata a Hamsik in quel momento c'era un solo difensore e ben tre attaccanti del Napoli. Il buon Marek cosa fa? Tira facendosi deviare il tiro dall'unico difensore rimasto!!!
E che dire di Quagliarella che sbaglia uno stop elementare al centro dell'area di rigore?
Ma di queste occasioni se ne sono viste almeno una decina.
Il 3 a 0 vaticinato dal Presidente e che ha offeso il DG del Parma, Leonardi si stava per realizzare.
E invece.
La solita stupidaggine difensiva stavolta di Aronica,la solita cantonata di Trefoloni (ma perchè continua ancora ad arbitrare uno così scarso?)ed ecco che una vittoria più che certa si trasforma un un amaro pareggio.
Che dire?
Ora niente tanta è la rabbia che ho in corpo, anche per quelle migliaia di tifosi che affollavano il campo di Parma.

mercoledì 4 marzo 2009

Napoli Lazio:sfida ad alta tensione

Sfida importante domenica al San Paolo tra Napoli e Lazio.
Napoletani reduci da sconfitte, ritiri, mugugni.
Lazio invece in gran salute dopo i successi in campionato e la vittoria sulla Juve in Coppa Italia.
Pronostico scontato?
Le premesse certamente non sono allegre per il Napoli, visto che la Lazio gioca divinamente di rimessa.Ancora negli occhi la splendida partita disputata a Firenze dove solo il caso ha vietato una goleada a favore degli uomini di Delio Rossi.
Ma il calcio insegna che in partenza nessuno è battuto.
Il Napoli troverà per me il suo massimo handicap nel gioacre in casa, questo perchè il pubblico spingerà la squadra all'attacco esponendola ai contropiede laziali.Nel contempo se Reja disporrà una tattica attendista allora giù i fischi dalle gradinate.
Gli Azzurri, però dvono restare calmi sapendo che quella con la Lazio è sì una partita da vincere, ma che comunque in campo gli avversari sono forti.
Che tattica usare?.
Reja sembra orientato a schierare la difesa a 4 che dovrebbe dare più solidità sulle fasce, ma qusto sistema di gioco ha due falle per il Napoli che sono i due vertici del rombo di centrocampo.Gargano o Blasi non sono centromediani che smistano la palla con precisione e velocità e Hamsik non è una mezzapunta da ultimo passaggio.
Allora?
Alora ho il sospetto che alla fine Reja seppure con qualche aggiustamento schiererà il 352.
Per il resto solo incitamenti dal San Paolo altrimenti sarà veramente dura.

domenica 1 marzo 2009

Napoli: forse era meglio la bella vita...

L'ha detto senza troppa ironia, anche il DG Marino.
I tifosi hanno preteso un'altra settimana di ritiro, si è addirittura parlato di ronde di tifosi in giro per locali notturni a caccia di calciatori, ma il risultato è stato sempre lo stesso: sconfitta.
Senza entrare nel merito di un periodo sicuramente poco fortunato ( vedi autorete) a questo punto suggerirei un'inversione di tendenza.
Se Lavezzi e compagnia erano irresistibili quando facevano vita notturna perchè non organizzare eventi mondani, feste notturne in modo da consentire quel recupero di forma che oggi è assente?
A parte gli scherzi, questa è l'ennesima dimostrazione dell'inutilità dei ritiri, anzi mollare la presa, lasciare i giocatori lontano dal problema calcio , potrebbe consentire loro di riacquistare la necessaria serenità.
Insomma un pò di leggerezza, stiamo parlando, in fondo, di calcio,anche perchè la Società a fine stagione tirerà le somme e verificherà chi si sarà comportato da Napoli anche fuori del campo.

sabato 21 febbraio 2009

Santacroce,Blasi e forse Datolo ecco il Napoli che affronterà il Genoa

Quasi fatta la formazione che affronterà il Genoa.
Rientreranno Blasi, dato in precedenza per affaticato e Santacroce, ufficilamente fuori forma, ma molto più probabilmente in punizione dopo la scazzottata con Pazienza.
E Datolo? Qui Reja è indeciso perchè l'Argentino non è apparso in grande forma e poi il Genoa è una delle squadre più forti d'Italia sulle fasce con il suo 433.Rischiare Datolo come esterno di un 352 equivarrebbe ad esporlo ad una bruttissima figura.
Allora pronto Vitale con Datolo magari a subentrare al posto di un centrocampista.
Questa storia dell'esterno sinistro del Napoli è diventato un mistero buffo.
Prima giocava Savini ritenuto poco attaccante, acquistato Rullo giudicato poco difensore, provato Mannini che però è un destro.Ora Datolo che è un sostituto di Hamsik.Insomma qui Marino ha toppato e non poco.
Tradizione negativa per Reja contro Gasperini ( non l'ha mai battuto) e in generale ultimi incontri contro i Grifoni non troppo fortunati. Ricordate la punizione di Leon nell'anno della risalita dalla serie B o l'autogol dell'anno scorso.
Il gemellaggio ( qui ricordata la storia delle origini ) sembra non portare bene al Napoli

lunedì 2 febbraio 2009

Finisce il calciomercato, senza botti per il Napoli

Chi si aspettava il colpo dell'ultimo minuto da parte del Napoli è rimasto deluso.Non si è mosso niente.Eppure le ultime prestazioni della squadra azuurra facevano pensare a possibili rinforzi, come d'altronde era già successo l'anno scorso.
L'unica operazione resta quella dell'ingaggio dell'argentino Datolo, certamente un buon giocatore, ma preso solo perchè Mannini è stato squalificato.
Marino ripete sempre che il mercato vero è quello di giugno, però lui stesso l'anno scorso si era smentito.
La ragione vera dell'immobilismo del Napoli e anche quello delle altre squadre è la crisi profonda che attraversa il calcio italiano .L'Inter ha dato in prestito Quaresma al Chelsea solo per sbarazzarsi per qulache mese dell'ingaggio e ha pure ceduto Dacourt.
La Roma prende due rincalzi come Motta e Diamoutene.
Il Milan si accontenta di qualche partita di Beckham.
Insomma soldi non ce ne sono,le televisioni pagano poco e la mutualità costringe i grandi club a dividere anche i pochi introiti.
Quando Moratti si stuferà di tirar fuori soldi in Italia, vedremo solo campioni a fine carriera, mentre i più forti andranno a giocare in Inghilterra e Spagna.
Tornando al Napoli,l'impressione è che il Presidente dopo gli investimenti iniziali voglia monetizzare e rientrare di qualche soldo, sperando nei risultati sportivi.
Solo che senza calciatori non si va da nessuna parte e al Napoli mancano i ricambi.
Ora che i titolari sono in crisi atletica e di forma, riserve all'altezza avrebbero fatto comodo, invece i vari Grava, Montervino,Dalla Bona,Pia non sono adatti a palcoscenici come quelli di serie A.
Adesso,però è inutile recriminare per quello che è stato, l'importante è che la squadra si riprenda,anche se la scazzottata di oggi tra Pazienza e Santacroce, testimonia del clima teso che si respira in casa azzurra.

sabato 24 gennaio 2009

Napoli - Roma: perchè non tornare amici

Negli ultimi anni la rivalità e anche qualcosa di più tra le tifoserie di Napoli e Roma si è di molto acuita.Eppure c'è stato un tempo in cui c'era un gemellaggio tra tifosi.
Erano gli inizi degli anni 80, quelli in cui la Roma con Falcao era forte e il Napoli un pò meno. I tifosi si scambiavano cori che all'epoca erano (vincerete,vincerete l tricolore dei Napoletani per i Romanisti) e (resterete,resterete in serie A all'inverso).Poi arriva il Pibe de Oro, Il Napoli si affaccia alla ribalta del calcio nazionale.Gli interessi diventano contrastanti, qualcosa succede anche tra i tifosipiù accesi,tant'è che comincia una nuova rivalità.
Passsano gli anni e si arriva a giorni più recenti, campionato 2000/2001, la Roma alla penultima vincendo avrebbe conquistato il tricolore, mandando il Napoli in serie B.
La partita finisce in parità, la Roma rimanda di una settimana il suo scudetto, Il Napoli non evita la B.A fine partita bruttissimi incidenti.
Siamo ai giorni di oggi, i ricordi dei tifosi più esagitati non permettono che le due tifoserie più appassionate della serie A si possano abbracciare e vivere intense giornate di sport in piacevole allegria.
Ma ha senso tutto ciò.
Le due squadre sono figlie di una stessa radice, entrambe popolari,accomunate dai torti subiti nel tempo dalle strapotenti squadre del nord.
Io spero che in Italia un giorno si possa arrivare ad avere rispetto per tutte le squadre e fare del calcio un veicolo per unire e non dividere, ma per questo forse occorrerà un pò di tempo. Nel mentre Napoletani e Romanisti potrebbero riaffermare un'amicizia che è nelle loro corde.

martedì 20 gennaio 2009

Lavezzi come Kaka

Veramente una telenovela quella dell'affare Kaka.Chi seguiva il Processo di Biscardi prima ha assistito all'annuncio della cessione del brasiliano, con commenti affranti e rabbiosi dei milanisti, mentre gli altri teorizzavano sul mercato calcistico, sulla convenienza dell'affare o sull'immoralità della cifra.
Arrivavano poi messaggi con padri disperati perchè avevano appena comprato il completino di Kaka al figlio.
Tutti erano però d'accordo Kaka era un mercenario.
Arriva poi la telefonata di Berlusconi che annuncia Kaka in rossonero.
I giornalisti tifosi che si abbracciano e piangono, gli altri forse un pò delusi e senza parole.
Kaka diventa un santo
Insomma scene da far morire dal ridere.
Ma torniamo al Napoli,tra non molto se il rendimento del Pocho resta così elevato, anche il Napoli troverà qualcuno disposto a follie per Lavezzi.
Allora come si comporterà il Pocho? E cosa farà il Presidente?

domenica 18 gennaio 2009

Solo Lavezzi, c'è solo Lavezzi

Purtroppo ancora una brutta figura esterna del Napoli.A Verona per giunta dove ogni Napoletano che si rispetti vorrebbe vincere.
Inspiegabile veramente l'atteggiamento del Napoli in campo preso da tutte le parti da una squadra che sì aveva dimostrato qualche segno di ripresa, ma che comunque aveva perso le ultime sei partite in casa!
Ormai non ci sono più giustificazioni, il Napoli fuori casa non rende.
Per me non può essere solo imputabile alla mentalità o all'atteggiamento in campo, si tratta anche di tattica di gioco.
Il famoso 3 5 2 di Reja va bene in casa, quando il pubblico spinge, quando gli arbitri sono più buoni e quando le squadre avversarie si tengono un poco piiù coperte.
Fuori casa prima di tutto viene attuato un pressing asfissiante da parte degli avversari che mette in difficoltà il centrocampo fatto da cursori instancabili , ma non da giocatori tecnicamente dotati.
Ecco il primo punto la mancanza di un uomo a centrocampo che difenda bene la palla e che abbia la possibilità di lanciare in verticale.
Secondo punto ci vuole un uomo che come fa Lavezzi giochi fra le linee cioè che prenda palla a trequarti e che la lanci in profondità.
Siamo a gennaio tempo di mercato eppur vero che giocatori in grado di fare la differenza ce ne sono pochi,però mai dire mai...
Infine un elogio al Pocho, il vero e unico fuoriclasse del Napoli.
Da solo ha tenuto in ambasce una squadra superiore tatticamente e atleticamente e per poco non è riuscito da solo a pareggiare la partita.
Un 10 per il Pocho per quantità e qualità.
Non commento Hamsik che oltre a non giocare bene si prende il lusso di prendere a parolacce un arbitro che voleva fare il protagonista.
L'arbitro poi meriterebbe un discorso a parte, ma voglio fare come i dirigenti del Napoli e saltare l'argometo ripromettendomi di fare un lungo discorso sulle giacchette nere

venerdì 7 novembre 2008

Paura di volare

Oggi il Napoli è una splendida realtà del calcio italiano.
Il Napoli, però non deve avere paura di volare.
Quando una squadra si lascia prendere dall'ansia del risultato, quando la delusione di una sconfitta diventa insopportabile o quando l'euforia di una vittoria ti rende ebbro di gioia, allora cominciano i guai.
Ma i problemi possono nascere, anche quando una compagine, fresca, spensierata comincia a pensare al raggiungimento del risultato.
A Milano, a parte Rocchi e Gattuso,il Napoli ha cominciato la partita guardingo, preoccupato più di bloccare l'avversario che di giocare per andare a violare la porta avversaria.
Questo atteggiamento ha consentito al compassato Milan di passare indenne il primo tempo e di vincere quando l'incontro si è messo bene con l'espulsione di Maggio.
Allora niente paura, niente calcoli, ma solo gioia di giocare, voglia di stupire.
Come mi fanno piacere quei sorrisi che vedo sui volti dei giocatori del Napoli quando entrano in campo, spero di non vedere mai quest'anno giocatori seri e imbronciati e spero che il pubblico sostenga questi ragazzi sempre; anche se venissero delle sconfitte o momenti di appannamento di forma.
La debolezza della piazza di Napoli è stata sempre l'eccessiva euforia quando si vinceva e l'eccessiva disperazione in caso di sconfitta.
Oggi squadra e tifosi devono essere in grado di interpretare un unico spirito e di perseguire un unico risultato, che è quello del divertimento.
Solo così, senza paura potremo continuare a vincere e a meravigliare