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martedì 15 settembre 2015

A Maradona non piace Sarri

L'opinionista Maradona contro Maurizio Sarri.

Sarri
Maurizio Sarri in bilico

Maradona ha cominciato a fornire le sue opinioni sul Napoli attraverso lo schermo di una Tv privata partenopea. Diego, come al solito, non ha usato mezze misure e ha espresso il suo pensiero con sincerità e trasparenza.

Per Maradona, Sarri non è l'allenatore giusto per il Napoli e la sua gestione porterà a ben pochi successi,bensì a una ben mediocre situazione di metà classifica.

maradona-gentile
Maradona e Gentile - Spagna 1982

Il Pibe de Oro argomenta le sue opinioni e previsioni, mettendo in rilievo la scarsa esperienza di Sarri  come allenatore di grandi club, questo sia sotto l'aspetto tecnico-tattico che sotto l'aspetto  della gestione dello spogliatoio.

Detto ciò Maradona non colpevolizza l'attuale allenatore del Napoli, ma critica fortemente la scelta di DeLa di affidargli la squadra.

Si può essere d'accordo con Diego?

pibe de oro
El Pibe de Oro

Credo proprio che dall'alto della sua esperienza Maradona abbia centrato il problema.

Sarri è pieno di dubbi e di paure. In fondo al cuore pensa di non essere adeguato ad allenare il Napoli. Questa sua debolezza, però l'esprime in maniera da sembrare arrogante e sicuro, sbagliando modi e tempi della comunicazione e aggravando, di fatto la sua posizione.

La situazione sembra essere irreversibile, anche perché stanno venendo meno sia le certezze dei calciatori che la fiducia della Società.

pepe reina
Pepe Reina, leader dello spogliatoio

Sarri resterà alla guida del Napoli se  i risultati cominceranno a dargli ragione e se i giocatori non lo abbandoneranno. La Società, come spesso accade si accoderà ai voleri degli atleti, almeno di quelli più rappresentativi e non sarà insensibile agli umori della piazza.

Per ora l'oggetto delle critiche dei tifosi è ADL (leggi "Pappone o non Pappone?colpevole del mancato rafforzamento della squadra, ma se i risultati tarderanno a venire, la rabbia si trasferirà su Maurizio Sarri e allora ben poche saranno le possibilità di una sua permanenza sulla panchina del Napoli.

Da tifosi ci auguriamo che Maradona abbia sbagliato le sue previsioni e che Sarri si affermi come allenatore capace e innovativo, un po' come successe a Sacchi e ancor prima a Luis Vinicio.




mercoledì 18 marzo 2015

Ci vuole cuore caldo a Mosca

Nella fredda capitale russa, ci vorrà il miglior Napoli per passare il turno, malgrado il netto vantaggio dell'andata. Messe a confronto la formazione del Napoli è sicuramente meglio dotata tecnicamente, ma come bene ha dimostrato il Verona, la tecnica non basta.
europa league

Nel calcio, ma nello sport in generale, altre doti sono importanti, se non fondamentali: la grinta, la tenacia, la voglia di vincere.

Il Napoli spesso è stato carente proprio in queste caratteristiche.
Soprattutto fuori casa, lontano dal tifo amico, il Napoli si è smarrito, si è fatto mettere sotto dall'agonismo avversario e non ha reagito.

A Verona, la sintesi della stagione azzurra. Una squadra avversaria mediocre, sommersa all'andata da ben sei gol, che mette in campo una ferocia agonistica elevatissima, rafforzata dalla stoica rivalità fra le due squadre. Il Napoli come un pugile alle corde si è fatto "suonare" senza accennare a nessuna reazione.

Uno spettacolo, invero deludente e raccapricciante.

A Mosca il clima che attende il Napoli sarà simile. I Moscoviti tenteranno nei primi minuti , l'assalto alla porta di Andujar per cercare di segnare quel gol che li rimetta in corsa. Gli Azzurri dovranno essere forti, cercare di fuggire alle provocazioni avversarie gestendo la partita da grande squadra.

Non so chi schiererà l'ex mago Benitez, ma al di là degli interpreti dovrà essere lo spirito di squadra che dovrà prevalere. Tutti insieme, spalla a spalla, come ama dire il tecnico spagnolo e come ha ribadito De Laurentiis nella videoconferenza di ieri.


martedì 4 febbraio 2014

Benitez si difende

Il tecnico cerca di compattare l'ambiente.


A Napoli ci siamo abituati. Grande euforia quando si vince, depressione completa quando si perde.
Nessuna meraviglia quindi, per quello che sta accadendo in queste ore con tifosi arrabbiati e commentatori locali scatenati a dare ogni tipo di spiegazione possibile al momento no degli Azzurri.


Tutti sotto accusa:


  •  la società rea di non aver rinforzato in modo adeguato la squadra durante il calciomercato invernale;
  • Benitez (leggi) e il suo staff per le scelte tecniche (turn over) e per la testardaggine a voler continuare a giocare sempre con lo stesso modulo senza variare quando le circostanze non sono favorevoli.
  • i calciatori, con alcuni in particolare. Il più bersagliato è sicuramente Inler. Lo Svizzero colpevole di aver favorito il secondo gol dell'Atalanta con un rinvio sbilenco è da tempo sotto la lente di ingrandimento critica dei tifosi. Inler è accusato di rallentare la manovra e di essere "debole" in interdizione.
    Critiche feroci anche per l'altro svizzero Dzemaili , per l'esterno francese Reveillere e per Pandev e Zapata.

La società tace, ma Benitez prova a difendersi.


Da esperto nocchiero Benitez sa che questo è il momento di reggere il timone con forza e perizia. Il tecnico non si è sottratto alle critiche intervenendo ieri in tv e partecipando  oggi alla conferenza stampa di presentazione di Roma Napoli.

Chiari e coincisi i concetti espressi da Benitez: la squadra ha delle difficoltà contro le squadre che si chiudono in difesa, le sconfitte sono frutto di episodi, il gap accumulato in campionato nè notevole, ma i bilanci si fanno alla fine. Rafa chiede all'ambiente di mettere da parte le critiche e di compattarsi intorno alla squadra anche perché il Napoli si accinge ad affrontare uno dei momenti topici della stagione con gli impegni in Coppa Italia e Europa League.


lunedì 13 febbraio 2012

Mazzarri rispolvera il guerriero Grava

L'allenatore del Napoli, non sa più a quale santo votarsi.
E' chiaro che la situazione gli è completamente sfuggita di mano e che non riesce a trovare rimedi per l'attuale momento negativo del Napoli.

Eppure, malgrado sia considerato un integralista qualcosa ha tentato.

Ha spostato Hamsik in mediana, ha utilizzato Dzemaili come mezza punta, ha difeso a 4 ( anche se sempre dopo essere passato in svantaggio).


I risultati sono stati più che negativi.

Il Napoli non vince, non gioca bene, anzi il trend sembra essere ancora più negativo.

Molti, esperti e non, si affannano a trovare spiegazioni, qualcuno critica e basta, qualcun altro ancora vuole essere applaudito perchè lui l'aveva previsto.
Come al solito il problema non può essere visto da un'unica prospettiva.
I fattori che determinano la stagione no del Napoli, per me sono molteplici:
  • in primo luogo, l'aspetto fisico. Nel calcio moderno, non appena si perde lo smalto e l'atletismo nascono i problemi;
  • aspetto tattico: il gioco del Napoli è ormai stato vivisezionato dagli altri tecnici che hanno adottato le giuste contromisure;
  • inquietudini e umori dell'allenatore il quale spesso sembra irritato per fatti non noti ai tifosi;
  • Società a volte super presente altre del tutto assente;
  • Voci di mercato che si rincorrono all'impazzata, senza che vi siano delle nette smentite;
  • Mercato estivo fallimentare, con le cosiddette seconde linee che non hanno apportato nessun beneficio alla squadra;
  • Cattivo rendimento di Inler.
Malgrado ciò, per adesso, la stagione del Napoli non è da considerarsi fallimentare.
Gli ottavi di Champions sono un traguardo prestigioso; la semifinale di Coppa Italia lascia inalterate le possibilità di agganciare un posto in Europa, senza contareche oggettivamente è possibile vincere la manifestazione. Il campionato è l'aspetto dolente della faccenda, ma un minirecupero è ancora possibile.

Stasera arriva il Chievo, bestia nera del Napoli.
Mazzarri tenterà di affidarsi a  uomini veri, come Gianluca Grava per ritrovare quella cattiveria agonistica ormai persa.
La vecchia guardia non muore mai, recitava un vechhio adagio. Speriamo di non essere smentiti

mercoledì 21 dicembre 2011

De Laurentiis suona la sveglia

Al Presidente le ultime prestazioni del Napoli non sono andate giù.


Troppe battute d'arresto, troppi punti sprecati. e soprattutto troppe giustificazioni.









Si è partiti dallo stress e dalla stanchezza della Champions, per dare spiegazioni su alcune battute d'arresto, poi si è parlato degli errori arbitrali, poi degli infortuni.
Fatto sta che negli ultimi due mesi il Napoli viaggia a media retrocessione.
De Laurentiis ha ragione, al Napoli sembra mancare quella rabbia agonistica con cui l'anno scorso affrontava gli impegni e con la quale ha disputato le partite di Champions.




Troppa supponenza, troppa sicurezza di vincere, troppi visi distesi quando si scende in campo.
La cosa che più mi preoccupa che le dichiarazioni dei giocatori e di Mazzarri fanno sempre riferimento alla prossima partita, a quella che dovrà arrivare, sembra quasi che non ci si renda conto che è quasi passato mezzo campionato e la classifica langue.






Proprio per questo De Laurentiis pretende un cambio di rotta repentino.


Certo che la campagna acquisti estiva è per ora del tutto fallimentare, per cui anche la società ha le sue belle responsabilità.
Speriamo che stasera si possa conseguire una bella vittoria, così da poter trascorrere un Natale sereno e pensare a un 2012 ricco di successi.

lunedì 19 dicembre 2011

Napoli:Sì tanta sfortuna, ma anche tanti errori

Tanta sfortuna, lo ha ammesso sportivamente lo stesso Luis Enrique, per il Napoli ieri sera.
Sicuramente pareva una di quelle partite stregate: due autoreti, un palo, rimpalli sfavorevoli, insomma tutto il campionario della sfiga.

Però, oltre la sfortuna, c'è qualcosa che non va in questo Napoli, perchè non è una singola partita a fare la storia, ma una serie di esibizioni non esaltanti.

Vogliamo partire dal Chievo, con il turnover sfrenato, oppure passare da Catania con una sconfitta rimediata dopo essere passati in vantaggio dopo 30 secondi?

E che dire delle partite con Novara, Atalanta e Cagliari?

No, il Napoli quest'anno non va!

Il motivo?

Per me è uno e uno solo: la squadra è la stessa dell'anno scorso, solo che alcuni dei suoi protagonisti principali, Cavani in testa non attraversano lo stesso stato di grazia.


I famosi innesti che avrebbero consentito il salto di qualità non ci sono stati: Inler è stato sopravvalutato, Dzemaili è un onesto gregario, Donadel e Britos non hanno mai giocato, Santana è un oggetto misterioso che non incide nemmeno con la Primavera.



Il Napoli ha sbagliato il mercato, avrebbe dovuto sì acquistare questi rincalzi, per aumentare numericamente la rosa, ma avrebbe dovuto prendere almeno tre top player, uno per reparto.

Un ultimo grande errore è quello di non aver preso un sostituto di Cavani.

In partite come quella di ieri, con il campo bagnato e scivoloso, sarebbe stato utile avere un ruvido centravanti di sfondamento capace di impegnare i centrali avversari, di sporcare qualche cross, di innestare qualche mischia.
A che serve aver tenuto Lucarelli se non lo si fa mai giocare?

martedì 26 aprile 2011

Ecco spiegato il momento no del Napoli

Sconfitto con l'Udinese e con il Palermo, il Napoli sembra attraversare un momento di crisi.
Perchè?
Semplice, perchè il Napoli non è abituato a stare lassù.
Nella storia della squadra azzurra spesso è accaduto di mancare proprio nel momento decisivo.
Chi non ricorda la stagione 1980-81 quando a cinque giornate dalla fine il Napoli si ritrovava al primo posto a pari punti con Roma e Juve.
Gli azzurri avrebbero dovuto incontrare il Perugia già retrocesso e la Fiorentina in casa.
Calendario in discesa, quindi.
Macchè sconfitta con il Perugia, con autogol di Ferrario e pareggio a reti inviolate con la Fiorentina.
A nulla valse vincere a Como perchè alla penultima il Napoli perse di nuovo con la Juve.
Insomma un crollo.
E il Napoli dello scudetto?
Vi ricordate la sconfitta a Verona per 3 a 0, nel finale della stagione?
Oppure chi non ricorda la sconfitta della Roma con il Lecce già retrocesso che impedì ai giallorossi di vincere uno scudetto già cucito sul petto?
Quello che voglio dire è che proprio nel momento in cui un traguardo prestigioso compare all'orizzonte, le squadre meno abituate possono venire meno.
Basta guardare alla stessa Udinese che sembrava inarrestabile e che ha collezionato 3 sconfitte in 4 partite venendo a vincere solo a Napoli.
E ora?
Ora bisogna arginare la crisi, rimettersi in carreggiata e tornare a vincere, giocando spensierati, senza assilli e senza paure.
Società e giocatori più esperti devono caricarsi sulle spalle tutta la squadra per evitare di sciupare un campionato bellissimo.

lunedì 28 settembre 2009

Napoli ora cosa succede?

E già questa è la domanda che si pongono tutti i tifosi napoletani, dopo l'uscita di scena di Marino.
L'epilogo a dirla tutta mi è sembrato un pò strano. Marino che esce dalla sede di Filmauro sorridente con Edoardo De Laurentis palesemente nervoso.
Parti invertite.
A questo punto viene da chiedersi o Marino ha ottenuto una buonuscita milionaria oppure c'è qualcos'altro sotto.
Questo per adesso non è dato sapere.
Il futuro?
Un Dg e un DS, probabilmente il Dg sarà estraneo al mondo del calcio mentre per il DS si fanno i nomi di Perinetti, Gerolin e Zanzi.
Insieme ai nuovi dirigenti il Presidente affronterà la questione allenatore.

domenica 27 settembre 2009

Napoli, Marino al passo d'addio?

Il Napoli vince a fatica con il Siena, stavolta anche aiutato da qualche decisione arbitrale, ma il clima intorno alla squadra azzurra e tut'altro che sereno.
Il Presidente attacca sia Donadoni che Marino invitandolo di fatto a dimettersi dopo gli insuccessi nella campagna acquisti.
Di Marino si perdono le tracce.
Insomma un De laurentis furioso che non sa contenersi e che preferisce esternare malumori e insoddisfazioni.
Strategia? Non so francamente, anhe perchè è lui il padrone, per cui le decisioni le può prendere senza dar conto a nessuno.
Siamo sicuri, però che il Napoli possa permettersi di pagare due anni di stipendio a Donadoni e cinque a Marino?
Marino si dimetterà lui ufficilamente?
Non credo che questa accada, per cui gli sfoghi del Presidente mi sembrao più di frustrazione che sintomo di reale volontà di cambiamanto.

giovedì 24 settembre 2009

Napoli, ci sarà la svolta?

Dopo la bruttissima figura rimediata a San Siro, un pò su tutti i siti e i blog dedicati al Napoli ci si interroga sulle colpe e sul futuro.
Tutti sembrano avercela con Donadoni, qualcuno con Marino, pochi in verità con la squadra.
Eppure in campo ci vanno i giocatori.
Io credo che i problemi del Napoli provengono dallo scorso campionato.
Mi spiego meglio, quando cominciarono le sconfitte a ripetizione i calciatori dimostrarono il loro limite principale, la totale mancanza di carattere.
Malgrado gli sforzi di Reja e Marino non riuscivano a risollevarsi, la paura li attanagliava.
Arrivò Donadoni che non non solo non riuscì a cambiare la situazione , ma la aggravò.
Crisi di gioco, di risultati, ma soprattutto psicologica.
Quest'anno il rischio è di ripiombare, anzi di continuare quello stato di cose.
Il vero limite di Donadoni è quello di non saper far reagire la squadra.
Non è possibile che calciatori discreti o anche buoni in alcuni ruoli non riescano a esprimersi dal punto di vista della grinta e del carattere.
Non ci si può limitare a dire che manca l'esterno sinistro o che i centrali di difesa non sono bravi.
La maggior parte delle altre squadre non sta messa meglio.
Tolta l'Inter e la Juve quale squadra ha tutti i giocatori di ruolo, chi ha la difesa impenetrabile?
La svolta sta nel prendere un allenatore di spessore che possa " prendere a calci" gli azzurri, che infiammi il pubblico, che critichi l'arbitro, che si faccia espellere anche se necessario,insomma uno che cambi il coma mentale dei calciatori del Napoli.
Per le tecniche e le tattiche ci sarà tempo ora bisogna uscire dalla crisi.

lunedì 23 febbraio 2009

Napoli ostaggio dei tifosi?

Veramente strana la situazione del Napoli.
Ieri dopo la partita persa con il Genoa , Reja dichiara che il Presidente e Marino erano stati più morbidi e che invece lui era stato più critico nei confronti della squadra.Viene abbandonata la strada del ritiro visti anche gli scarsi risultati ottenuti.I calciatori si avviano verso le rispettive abitazioni ( dalle foto si capisce che il ritiro non era nell'aria vista la nutrita presenza di familiari al seguito).
A questo punto intervento dei tifosi, che pretendono il ritiro punitivo.
Dietro front dei calciatori e ritiro a Castelvolturno.
Così non va.La società non può accettare diktat dalla piazza, in particolar modo quella napoletana umorale come poche.
Chi oggi critica aspramente, giurava sul piazzamanto champions due mesi fa.
Ma quello che preoccupa maggiormente è la mancanza di decisioni univoche dei dirigenti del Napoli.
Reja avoca a sè la conduzione tecnica e lascia Datolo in panchina ritenendolo a ragione un doppione di Hamsik, Marino vorrebbe invece uno schieramento tattico diverso con Datolo e Hamsik contemporaneamente in campo.De Laurentis, invece tace e sembra in grosse difficoltà.
Caos più totale, in questo clima si innesta la contestazione dei tifosi, che mi sembra sospetta, perchè vengono esposti a fine partita striscioni di contestazione, da utilizzarsi in caso di sconfitta e da tenere nascosti in caso di vittoria
Mi domando ma uno che va allo stadio, incorraggia, fischia sta zitto al massimo, porta la bandiera , ma non lo striscione pronto per la sconfitta.
Ho visto spesso questo tipo di contestazioni che nascondevano problemi di rapporti tra tifo organizzato e società.
Ribadisco il concetto, il tifoso vuole vedere vincere la propria squadra, quindi cerca di fare quello che un tifoso può fare, cioè sostenere i beniamini in caso di difficoltà.Al limite se non ne può proprio più non va allo stadio.
Contestare per acquisti non fatti,autoreferenziando la propria presenza o riempire di fischi i calciatori al primo sbaglio non solo non è utile, ma è deleterio al massimo.In nessuno sport e tantomeno nel calcio si è assistito ad una resurrezione di una squadra perchè bastonata dai propri supporters, anzi si è assistito proprio al contrario.Gli atleti si lasciano andare, viene fuori la loro anima mercenaria,e il risultato è una caduta senza paracadute.

lunedì 2 febbraio 2009

Finisce il calciomercato, senza botti per il Napoli

Chi si aspettava il colpo dell'ultimo minuto da parte del Napoli è rimasto deluso.Non si è mosso niente.Eppure le ultime prestazioni della squadra azuurra facevano pensare a possibili rinforzi, come d'altronde era già successo l'anno scorso.
L'unica operazione resta quella dell'ingaggio dell'argentino Datolo, certamente un buon giocatore, ma preso solo perchè Mannini è stato squalificato.
Marino ripete sempre che il mercato vero è quello di giugno, però lui stesso l'anno scorso si era smentito.
La ragione vera dell'immobilismo del Napoli e anche quello delle altre squadre è la crisi profonda che attraversa il calcio italiano .L'Inter ha dato in prestito Quaresma al Chelsea solo per sbarazzarsi per qulache mese dell'ingaggio e ha pure ceduto Dacourt.
La Roma prende due rincalzi come Motta e Diamoutene.
Il Milan si accontenta di qualche partita di Beckham.
Insomma soldi non ce ne sono,le televisioni pagano poco e la mutualità costringe i grandi club a dividere anche i pochi introiti.
Quando Moratti si stuferà di tirar fuori soldi in Italia, vedremo solo campioni a fine carriera, mentre i più forti andranno a giocare in Inghilterra e Spagna.
Tornando al Napoli,l'impressione è che il Presidente dopo gli investimenti iniziali voglia monetizzare e rientrare di qualche soldo, sperando nei risultati sportivi.
Solo che senza calciatori non si va da nessuna parte e al Napoli mancano i ricambi.
Ora che i titolari sono in crisi atletica e di forma, riserve all'altezza avrebbero fatto comodo, invece i vari Grava, Montervino,Dalla Bona,Pia non sono adatti a palcoscenici come quelli di serie A.
Adesso,però è inutile recriminare per quello che è stato, l'importante è che la squadra si riprenda,anche se la scazzottata di oggi tra Pazienza e Santacroce, testimonia del clima teso che si respira in casa azzurra.